LE FAVOLOSE REGIE TRAZZERE NEL 2021 LA REGIONE SICILIANA HA BATTUTO CASSA PER 400 MILA EURO

di Antonino Messana

ECCO UN ESEMPIO CLASSICO DI LETTERA DEL SERVIZIO DEMANIO TRAZZERALE CHE ELENCA, ALLEGA E INVIA AL RICHIEDENTE INCRIMINATO INNOCCENTE USURPATORE, “FALSI E BUGIARDI” TITOLI PROBATORI DICHIARATI INOPPUGNABILI DAI 690 DECRETI ASSESSORIALI CHE LEGALIZZANO 11500 km. DI REGIE TRAZZERE LARGHE METRI 37,68 E FORMANO ADDIRITTURA IL PATRIMONIO ARMENTIZIO DELLE REGIE TRAZZERE DELLA REGIONE SICILIANA.

La scorsa puntata del 1° luglio con riferimento alla sopra riportata lettera del Servizio Demanio Trazzerale protocollo n.16760 del 02 marzo 2021 abbiamo avuto la conferma che il Servizio in parola con le carte dell’Istituto Geografico Militare moderne ha manifestato  la più grande truffa di provare e dimostrare che la Trazzera 488 Rosignolo(Calatafimi)-Alcamo sarebbe stata nei millenni Trazzera Regia armentizia di palmi 18 e canne 2 corrispondente a metri 37 e centimetri 68.

In basso mostro con commento le carte topografiche sporche e senza significato  che sono i titoli probatori della Regia Trazzera Rosignolo (Calatafimi)-Alcamo. Il Tizio richiedente deve costruire la propria casa ad Alcamo in Via Kennedy, nelle vicinanze di Largo Balatelle, dichiarata nel 1954 Trazzera Regia. Forse non ha diritto di chiedere i titoli di proprietà e di larghezza della trazzera dichiarata di proprietà della Regione Siciliana, pagando pure gli assurdi e illegali diritti di ricerca? Anticipo che i 75 euro pagati sono stati rubati, apportando un bel niente in assoluto.

 Ecco la “bellezza” dei titoli probatori elencati nella missiva di protocollo n.16760 del 02 marzo 2021 in copertina riportata.

Quadro unico Catasto 1938  

Il tracciato di colore giallo è la trazzera armentizia di metri 37,68. Incredibile! Catasto 1938. Nei pressi della contrada Coda di Volpe la trazzera si allaccia pure alla strada statale 119, i cui lavori di costruzione risalgono al 1900. Nel 1938 erano sicuramente terminati. Mancano la Via Kennedy, la contrada di Alcamo Coda di Volpe; confina con il fiume Freddo e lo sbarco in territorio di Calatafimi. C’è qualcuno o un perito che può confermare e dichiarare la Regia Trazzera di quasi 38 metri con percorso dalla città di Spiazzo Balatelle fino al fiume Freddo in contrada Coda di Volpe? Neanche un folle!

Altra magnificenza di carta topografica la cui Regia Trazzera è colorata gialla

Carta  moderna dell’Istituto Geografico Militare di Firenze. Intanto non mostra lo sbocco al fiume Freddo né alla contrada Coda di Volpe.  Avviso il lettore che attraversando il fiume Freddo dalla contrada Coda di Volpe si sbarca in territorio di Calatafimi. Peraltro il ponte l’ha costruito lo Stato italiano. La carta non indica i luoghi sosta di transumanza tra Alcamo e Calatafimi (le mandrie forse passeggiavano) e, se per caso attraversavano il fiume, le pecore in transumanza necessariamente nuotavano. Però nessuno sa se la transumana partiva da Calatafimi, distretto montuoso, o da Alcamo, più pianeggiante, con un’alta montagna di quasi 900 metri.

Questa è una carta dell’Istituto Geografico Militare sicuramente del Regno italiano. A mio giudizio occorreva replicare alla missiva del Servizio Demanio Trazzerale per spiegazione se comprova la Regia Trazzera Rosignolo (Calatafimi)-Alcamo (Piazza Balatelle). Giro la domanda. È solo indecenza, oscenità, immoralità e oltraggio vergognoso!

Carta di Ferdinando I 1810. È solo una schifezza! Mi tremano le mani e mi rifiuto di commentarla. Lascio a tutti i lettori l’ardua sentenza!

Da quanto abbiamo appreso dai documenti e dalle lettere fornite da un ufficio pubblico denominato Servizio Demanio Trazzerale, ne discendono, come abbiamo già osservato, la mala fede e la ruberia di detto Ufficio, del tutto chiare e lapalissiane.  In altre parole, prende addirittura per i fondelli l’ignoranza di gente comunissima che paga o pagherà. Volente o nolente!

Stando così le cose,  resto sorpreso dell’Assessorato all’Agricoltura che ha commissionato e sponsorizzato il primo ed unico libro di storia delle trazzere armentizie di transumanza estiva, dalle pianure alle zone fresche montagnose, quando giace da tre anni nella Commissione Parlamentare un disegno di legge che riporta la larghezza delle trazzere a quella del Catasto.  Ecco per i miei lettori “Le Vie della Bellezza delle Regie trazzere della Regione Siciliana”. Accetto i commenti positivi o negativi.

In aggiunta a quanto già scritto, espongo una cronistoria mia personale con carte e documenti che ho rintracciato da oltre 15 anni, peraltro già pubblicata  con il titolo “LA FAVOLA DELLE REGIE TRAZZERE” (gennaio 2015). Adesso mi avventuro con le “false bellezze”. Le mie finalità, forse speranze perdute, sono di invogliare e fornire documenti e carte alla Commissione Parlamentare per portare in Aula il disegno di legge per ricondurre i 11500 km di Regie Trazzere alla larghezza del Catasto..

Comincio con la sottostante circolare protocollo 1102 del 29 febbraio 2008. Vale a dire, documenti di 18 anni addietro, che, pubblicati, potranno creare storia moderna con documenti antichi.

Nella seconda pagina abbiamo letto: “Considerato che la causa di irregolarità è da ricercarsi nelle errate iscrizioni del Catasto che non sono probatorie… Benissimo!

Osserviamo che, per i certificati di demanialità che il Servizio Demanio Trazzerale rilascia ai richiedenti proprietari, si fa uso a pieno titolo del Catasto 1938, come quelli riportati di seguito.

Leggiamo che le zone colorate in giallo della presente planimetria, comprese le due linee parallele, distanti tra loro 37,68 metri, risultano essere di proprietà del Demanio pubblico armentizio…. Ma con quali titoli ? Credo fermamente in quelle falsità sopra ben dettagliate e descritte. Allora, il Servizio Demanio Trazzerale  con queste “attestazioni catastali” e la superiore lettera circolare protocollo n. 1102 del 29 febbraio 2008 diretta ai Comuni della provincia di Trapani che  dichiara che il Catasto non ha valore per gli usurpatori che hanno pagato e pagano oggi ancora le tasse, mentre per il Servizio per far cassa, sì! Forse non gioca con le famose tre carte alla napoletana? Infatti: 1) con la circolare  diretta ai Comuni, il Catasto è pienamente valido e “vince” il Demanio Trazzerale; 2) con gli attestati catastali di appartenenza  della strada allargata da due linee a quasi 38 metri, secondo la legge, il Catasto ha solo valore fiscale , non prova la proprietà di appartenenza; qui  “perde” il Servizio Trazzerale; 3) in ultima analisi, “vince” il Servizio Demanio Trazzerale e l’innocente dovrà pagare.  Vergogna!  “Solo un re è tanto più potente quando disubbidisce alla legge”!  Infatti, ripeto, in Italia il Catasto ha una funzione prevalentemente fiscale e non è probatorio. Vigliacchi!

Vado indietro nel tempo, esattamente negli anni 1785-1787-1788, rispolverando la grandiosa e affannosa ricerca del Maestro Segreto Marchese Buglio, procuratore del Re e responsabile delle strade.  Con il 1785 inizia la lunga storia durata almeno un secolo dell’affannosa ricerca e inventariazione delle “Regie Trazzere” conclusa con la Statistica del 1854 che accerta in primo luogo le usurpazioni nelle sei province della Sicilia esclusa la provincia di Agrigento.

ECCO L’INDICE COLLETTIVO 1845

Con questo documento il Re raccoglie i soldi per la costruzione delle strade.

Carta topografica di Giuseppe Perez

Fonte: Vincenzo Emanuele Sergio, Giuseppe Perez– UN SECOLO DI POLITICA STRADALE IN SICILIA.     A cura di Carmelo Trasselli- Salvatore Sciascia Editore – Caltanissetta – Roma 1962. Custodito dalla Biblioteca Dipartimento Città e Territorio collocazione 542-8.2.20 della facoltà di Ingegneria di Palermo

1787 entra a pieno titolo la Regia Segrezia. Responsabile il Maestro Segreto marchese Buglio.

INGIUSTI “DAZI” PRETESI DAGLI STESSI UFFICIALI DELLA CORONA PER IL PASSAGGIO DEGLI ANIMALI IN PUBBLICHE STRADE E DIRETTI VERSO FIERE, PROVOCANO IL GIUSTO RECLAMO DEL MARCHESE MOLETI DI MESSINA-BARONE DI CASTROREALE.  IL CONSEGUENZIALE INUTILE DISPACCIO DEL 21 APRILE 1785 FA SCATTARE I PRIMI PROVVEDIMENTI SULLE TRAZZERE PROMOSSE DAL MAESTRO SEGRETO MARCHESE BUGLIO.

1785

Dispaccio del vice Re Domenico Caracciolo che ordina in maniera perentoria di impedire il passaggio degli animali dietro il pagamento di un diritto di erbaggio al passaggio del bestiame di andata e ritorno nelle pubbliche trazzere. Qui si rievocano le Assise di Melfi. CONSTITUTIO DE ANIMALIBUS IN PASCUIS  AFFIDANDIS (COSTITUZIONE DEGLI ANIMALI DA AFFIDARE AI PASCOLI). Per la prima volta, entra nel gergo comune la parola “pubbliche trazzere”. Con “Casa d’Asburgo” (Federico II e predecessori) nasce il “DEMANIO”, così le strade appartenevano alla Corona “REGALO”, ai passanti, chiamate appunto “REGALIE” e non trazzere.

Ecco il dispaccio stralciato per brevità

Con il 1° febbraio 1788 accenno brevemente alla lunga e fatidica storia del Maestro Segreto con un brano stralciato della Consulta. Qui il Maestro esprime e definisce quanto appresso: 1) la ”TRAZZERA” è quella Via che da una citta porta ad un’altra città; 2) per “ VIA PUBBLICA” quella che porta ai mulini, paratori o fiumi pubblici; 3) la trazzera deve essere larga per poter passare il bestiame (mille armenti nei due sensi) e perciò in alcuni luoghi ove abbonda il bestiame è più larga degli altri luoghi; 4) Vostra Eccellenza (rivolta al Re) deve stabilire la larghezza (della Trazzera) per uniformarsi ai luoghi che tragittano armenti. Adesso per allora, dal 1954 tragittano armenti e bestiame in lunghe trazzere di 11.500 km.. Da ricordare che con la casa d’Assurgo la Sicilia contava di appena 200 mila abitanti.

Seguono Rescritti e Contenziosi  dopo il dispaccio del 1811 e la battaglia continuerà fino al 1860  con gli atti di reintegra e riscossione dei tributi a carico degli usurpatori  (Vedi fondo Intendenza negli Archivi di Stato della Sicilia)

Ecco un  esempio tra  fascicoli per usurpazioni: Castellammare e Calatafimi che investono l’intera  provincia di Trapani.

Ecco esempi di rescritti per la reintegrazione di trazzere e contenziosi.

Alcamo e il suo territorio tutto una trazzera alla fine ed a prezzi di oggi pagherà 3.760. 000 euro.

Quadro unico Ufficio Trazzere       Piano Regolatore di Alcamo               

In chiusura accenno brevemente la sentenza della Corte di Appello di Palermo tenuta di nascosto con la quale il Servizio Demanio Trazzerale perde dignità e prestigio

Ecco lo stralcio della sentenza

Con il dispositivo della sentenza abbiamo letto che l’Assessorato Agricoltura e Foreste deve risarcire l’appellante per usurpazioni il territorio di Erice. La sentenza  è stata appellata in ultima istanza alla Corte di Cassazione in ritardo, cioè oltre i termini di legge. In questi casi l’Assessorato all’Agricoltura aveva l’occasione di riassumere il giudizio ma non è stato promosso. Quindi la sentenza della Corte di Appello è confermata e valida, ma tenuta al buio. Così parte del terreno dei ricorrenti proprietari è libera e non di proprietà della Regia Trazzera della Regione Siciliana. Allora occorre spiegare il perché l’Assessorato poteva riassumere il giudizio davanti alla Corte di Cassazione e non ha provveduto. Rispondo subito per ben nascondere la sentenza e la perduta causa.  Capire il motivo è piuttosto semplice. La causa è stata fondata sulla perizia di Girolamo Vairo  del 1788 che ha negato con documenti l’esistenza di Regie Trazzere nell’intera provincia di Trapani. La perizia ribadisce che in  provincia di Trapani da Nord a Sud esiste una sola ed unica trazzera larga palmi 40. Il palmo napoletano è cm. 26,40 × 40 cm. 1058:100=10,58 metri. Addio trazzera del patrimonio armentizio della Regione Siciliana. Riporto in basso uno stralcio della perizia in parola.

In conclusione la sentenza in discorso della Corte di Appello è stata fondata su due pilastri: in primo luogo sulla perizia Vairo che riconosce un’unica Regia Trazzera nel territorio di Trapani che cammina per Calatafimi-Alcamo e prosegue, con una larghezza di 40 palmi (metri 10,58) ; In secondo luogo il Decreto borbonico del 1820 che classica le strade in provinciali e comunali e nomina “strade Regie” quelle che dalla capitale uniscono le sette province della Sicilia  e sono larghe 10,32. Con queste conclusioni era prudente da parte dell’Assessorato all’Agricoltura tacere, vale a dire non creare giurisprudenza negativa sfavorevole per i 11.500 km che potevano restare in bocca a tutti, in particolare agli avvocati.

Un piccolo appuntino dalla documentazione che abbiamo letto ed elencato dove si collocano “le vie della bellezza” delle  Regie Trazzere della Regione Siciliana?

NEL FUMO, NEL CONTRABBANDO E NEL PASCOLO ABUSIVO. Infatti , come sappiamo, con il Catasto l’Assessorato all’Agricoltura crea 11500 km.di trazzere in tutta la Sicilia. Con l’Indice Collettivo, i fascicoli delle usurpazioni (come quelli di Castellammare e Calatafimi sopra riportati e visti), i Rescritti e con l’Agenzia del Contenzioso, il Borbone   raccoglie il denaro per costruire le strade e la Regione Siciliana dopo tre secoli continua a rubare. Infine, con la sentenza della Corte di Appello di Palermo e la perizia Vairo , l’Assessorato all’Agricoltura perde il pelo e la lana. Adesso con  LE SOMME INCASSATE DALLE BELLEZZE DELLE PASSEGIATE AUMENTA E INCREMENTA LE ENTRATE IN BILANCIO.

In chiusura mi riposo abbandonandomi alla calda estate. In autunno prometto che continuerò a cimentarmi con i dettagli della sentenza della Corte d’Appello, collegandola con la perizia Vairo, valida pure anche per la provincia di Palermo. La pubblicherò interamente per i palermitani. Pubblicherò pure interamente il lungo  Decreto Assessoriale soffermandomi sulle assurde Regie Trazzere che attraversano la città e l’intero territorio  di Alcamo, come già abbiamo visto. Utile pure per la parte che interessa il territorio di Palermo anche per i palermitani, in particolare per il percorso da Partinico a Piazza Indipendenza.

Buona estate e buone vacanze ai cari lettori.

                                                                  Antonino Messana

LE FAVOLOSE REGIE TRAZZERE NEL 2021 LA REGIONE HA BATTUTO CASSA PER 400 MILA EURO

Le sopra impresse carte topografiche, lettere, carte catastali, dell’Istituto Geografico Militare, sarebbero i numerosi titoli inoppugnabili dei 690 Decreti Assessoriali. Aggiungo le carte topografiche di Smith del 1826 e la carta dello Schmettau del 1720 che leggeremo in basso.

ECCO L’ESEMPIO DI CASTELLAMMARE

di Antonino Messana

Si scrive bene e bisdrucciola male

Ecco il FALSO EPISTOLARE DEL SERVIZIO DEMANIO TRAZZERALE

SECONDA PUNTATA

Con la puntata del 13 giugno scorso ho pubblicato la sottostante lettera di risposta protocollo n. 16740 del 02/03/2021 riportando a nudo l’allegato n. 5-copia stralcio carta topografica della carta Smith  che non è stata inserita nel plico di lettera. Adesso commenterò gli altri allegati: 1, 2, 3, 4, peraltro già allegati congiuntamente in copertina per una visione e istantanea e immediata degli argomenti da trattare. A tal fine ripropongo in basso la lettera del Servizio Demanio Trazzerale per comodità di lettura

Ecco la carta Smith

Ecco lo stralcio in miniatura

Le tre carte sono eloquenti: da Coda di Volpe non c’è alcuna strada né per la città né per il monte Bonifato. La strada in neretto Alcamo-Calatafimi è la strada percorsa da GARIBALDI (vedi puntata del 13 giugno scorso). Invece risulta abbastanza chiara la strada Rosignolo Coda di Volpe. Per abbondare propongo la mia vecchia “Favola”

Pubblicata per la prima volta da Alqamah-Redazione

 31 Ottobre 2020

Entro in argomento con la missiva protocollo n.16740 del 02/03/2021 del Demanio Trazzerale sopra riportata.

Allegato n.1) copia stralcio del quadro d’unione catastale del territorio di Alcamo, scala 1:20.000.

Intanto la carta del Catasto del 1938 non convalida una qualsiasi  Regia Trazzera, a maggior ragione una trazzera armentizia di quasi metri 38.

Affiancata, ho riportato lo stralcio della carta Smith del 1826 che, come sappiamo, non mostra alcuna traccia da Coda di Volpe ad Alcamo (piazza Balatelle).

Mostro in basso le carte IGM unite Calatafimi-Alcamo 1865

La carta mostra una strada curvilinea evidenziata con tratto di penna rossa che da Sud scende dalla città e a poca distanza sale sul monte Bonifato. A Coda di Volpe osserviamo l’attuale S.S. 119 e non osserviamo alcuna strada che arrivi ad Alcamo o sul monte Bonifato.

Altra conferma la troviamo nella sottostante carta Calatafimi-Alcamo IGM, simile e più leggibile della precedente carta del 1865 .

Adesso notiamo a chiare lettere una strada segnata con un tratto di penna rossa una strada che arriva e si ferma in contrada Fastuchera. Al fiume Freddo osserviamo l’attuale S.S. 119 e nessuna strada che sale verso Alcamo o Monte Bonifato.

Ecco le due carte: Catasto 1938 e Riviste del catasto 1929.

Per accorciare e farla breve, l’Ufficio Tecnico Speciale per le Trazzere di Sicilia nel 1954 l’ha ricavata e disegnata dalla Rivista del Catasto del 1929, come evidenziato con penna rossa.

Ecco il bellissimo disegno

Sventrata a pieno titolo la beffa, il primo imbroglio e mala fede per far pagare non solo l’usurpazione, ma pure le carte false. Bastardi!

Vado avanti con l’allegato n. 2

Questa carta IGM moderna (i falsari del Servizio Demanio Trazzerale si sono astenuti dall’indicare una data) vuole indicare la trazzera da Rosignolo al fiume Freddo, non di nostro interesse.

Allegato 3

La carta mostra l’arrivo in città, mostra anche le contrade, Rocca Liscia, Fastuchera, Coda di Volpe (a differenza delle altre carte), ma non mostra il fiume Freddo. Sicuramente non prova una trazzera di 38 metri.

La strada Piazza Balatelle- contrada Fastuchera la conosco bene: l’ho camminata con i miei piedi. Ecco alcune foto

Ecco  la sequenza delle foto dalla statale 119

Da sinistra l’accesso alla strada comunale Tre Santi dalla SS. 119; il bivio alla vetta che conduce al Baglio e  al montagnone di pietra intersecata. Bene! Trazzera poco meno di 38 metri.

Per converso ho camminato a piedi dalla Via Kennedy  fino al boschetto e al Baglio Fastuchera. Riporto in basso la sequenza della strada da Via Kennedy, segue l’ingresso al bosco, l’uscita dal bosco verso il Baglio.

Dalle foto panoramiche si rintracciano pure le due strade per Calatafimi (percorso di Garibaldi) e del bosco di Calatafimi.

Allegato 4

ECCO LA BEFFA

Prendono lucciole e le scambiano a prezzo alto per lanterne. “Meglio prendono per i fondelli la buona fede chi ha necessità di edificare”.

La carta non dimostra nulla. Il piccolo tratto verde non indica nemmeno  un’importante strada; soprattutto non indica neanche l’anno di riferimento o una trazzera di campagna generica. La truffa e il latrocinio sono lapalissiani.

Intanto c’è qualcuno che può sostenere che questa carta è la Schmettau 1720 custodita dalla Biblioteca Nazionale di Vienna?

Conosco bene la carta Schmettau 1720 e anche le successive che mostrerò sotto. Immediatamente ho avuto il sospetto che trattavasi di una carta IGM, però ho interrogato Google ecco la risposta “OVERVIEW”:

Questa carta, è la Carta Topografica d’Italia dell’Istituto Geografico Militare (IGM) in scala 1:50.000, nello specifico lo stralcio del Foglio 248 “Alcamo”. Bastardi!

Vado oltre con le carte Schmettau a dimostrazione chiara ed inconfutabile non solo di “svergognare” con la citata carta “Schmettau”, scambiata fraudolentemente in mala fede con quella dell’Istituto Geografico Militare. Lo scopo precipuo del Servizio Demanio Trazzerale è quello di inventare e trovare  testimonianze o prove fantasiose, come quelle che abbiamo viste, per  convincere con coscienza e volontà poveri ignoranti o necessitosi innocenti proprietari,  a pagare il “pizzo”. Sventolato con gli occhi delle missive e delle carte, aggiungo che la carta Schmettau 1720 dal Servizio, falsamente e indebitamente nominata, prova l’inesistenza di una trazzera Piazza Balatelle-Coda di Volpe (fiume Freddo) a sfigurare lo stesso “Servizio Demanio Trazzerale furfante e imbroglione”.

Ecco la mappa di Samuel von Schmettau del 1720 custodita nella Biblioteca Nazionale di Vienna.

La carta mostra una sola strada che esce a ovest, punto estremo della città; ai fianchi nord e sud non esistono strade. Leggiamo alcune contrade: Sant’Anna, la chiesa di Santa Maria, Monte Bonifacio. Con un punto ben visibile di colore bianco per indicare il punto di arrivo della Regia Trazzera 488 per il tratto Coda di Volpe-Alcamo. Con l’indizio della contrada Sant’Anna che ci offre la mappa, abbiamo la possibilità e un indizio certo di rapportarla alle carte del Catasto del 1938.

Ecco lo stralcio del Catasto del 1938

Conclusione: il Servizio Demanio Trazzerale ha scritto, come sopra riportato, che allega la copia della carta Schmettau, scambiandola con una ridicola IGM (Istituto Geografico Militare). Mi ha dato occasione non solo di scrivere lettere con allegati falsi per commutare e scambiare prove, ma, con la carta di Samuel Schmettau, ha ottenuto un’altra bastonata: nel 1720 il tratto della trazzera armentizia di quasi 38 metri, Coda di Volpe, Alcamo non esisteva.

Ecco altra carta successiva al 1720 del figlio di Samuel von Schmettau

Fonte: CRICD – Centro Regionale per l’Inventario, la Catalogazione e la Documentazione

Passo veloce e schifato con l’allegato 5 che attesta e nomina la carta dello Smith e inserisce nel plico la carta Borbonica 1800-1810. Vergogna! Sono incensurabili vagabondi autoritari, approfittano  dell’eventuale ignoranza di gente onesta che deve necessariamente pagare  e si fanno pure pagare carte false invertite e pervertire a piacimento che prendono in giro pure la fede pubblica . Ufficio falso con l’eccellenza! Forse unico e solo. Inaudito. Un re era più potente quando disubbidiva la legge.

Allegato 5

Mi rifiuto di commentarla. Quella linea gialla non prova nulla: è solo una maschera mascherata da un “Servizio ladro”.

Ecco la prova che comprova il latrocinio

Ritengo utile ripetere il Decreto Assessoriale della Regia Alcamo-Castellammare 390 per significare che stando come sopra riportate le cose (come carte topografiche, documenti, missive e altri titoli), i 690 Decreti Assessoriali sono falsi e bugiardi.

Ecco il Decreto Assessoriale di Castellammare esemplare

La prossima puntata verrà pubblicata il 15 luglio 2026 p.v. E chiudo il commento della missiva a firma TOMMASO MONTANA sull’argomento dispacci reali del 1799 e del 1811 che gli Archivi di Stato di Sicilia, di Napoli e di Roma non posseggono.

                         Antonino Messana

APPENDICE

ECCO IL NUOVO LIBRO DELLA REGIONE SICILIANA DA STUDIARE “LE VIE DELLA BELLEZZA”

ECCO LE BELLISSIME VIE ARMENTIZIE DI CANNE 18 E PALMI 2 DEL CATASTO 1929

BARCELLONA POZZO DI GOTTO

ECCO IL PIANO REGOLATORE DI ALCAMO

Regia Trazzera 452 Trapani-Palermo-Corso dei Mille (per ricordare il passaggio di Garibaldi dopo la battaglia di Calatafimi non la falsa Regia di Trapani); Regia Trazzera 488 Rosignolo (Calatafimi)-Alcamo-Via Kennedy-Via Jenner-Piazza Balatelle; Regia Trazzera 486 Spiazzo Madonna delle Grazie-Via Pietro Maria Rocca-Piazza Balatelle Via Monte Bonifato con deviazione Via Galati (ecco il trapezio) Via SS Salvatore (si congiune con la Via Monte Bonifato- Longarico (inesistente)-Madonna dell’Alto (chiesa della Madonna dell’Alto in cima del monte)                                                                                

           Schizzo Regia Trazzera 486      Chiesa sulla cima del monte Bonifato (Longarico?)  

ANTONINO MESSANA

Le dritte (dracier) trazzere armentizie di metri 37,68 dei millenni sono oggi per il Servizio Demanio Trazzerale la trazzera 488 è una ragnatela. Vergogna da scandalo!

 LE FAVOLOSE REGIE TRAZZERE NEL 2021 LA REGIONE SICILIANA HA BATTUTO CASSA PER 400 MILA EURO  (LA REPUBBLICA 3 MAGGIO 2022)

di Antonino Messana

Come copertina propongo la sottostante risposta. Prego il lettore di leggere e riflettere sul contenuto.

Ecco la missiva

Il Servizio Trazzere in parola ad una prima mia richiesta dei “titoli probatori” delle trazzere n. 390 Alcamo-Castellammare e  n. 452 Trapani-Palermo mi manda a ricercarli negli Archivi di Stato, Comunali e Notarili senza indicazioni dei fondi archivistici di protocollo del nome di un notaio e dell’anno del rogito. Io da ignaro faccio il giro degli uffici con esito negativo e torno a scrivere chiedendo i fondi e notai. La risposta che abbiamo letto sopra è chiara e lapalissiana: Le 690 Relazioni di Demanialità non riportano nessun estremo  per ricercarli, ripeto negli Archivi di Stato, nei Comuni (occorre un protocollo), negli Archivi Notarili (occorre il nome del Notaio e l’anno del rogito). Da sottolineare che i “Decreti Assessoriali” sono fondati su “titoli inoppugnabili posseduti dall’Ufficio Tecnico Speciale per le Trazzere di Sicilia”. Vergogna! Il Servizio può subito chiudere battente.  In assenza di titoli hanno rubato e non smettono di rubare. Anticipo ancora che dopo altre mie richieste si sono riorganizzati per meglio rubare come dimostrerò prossimamente. Adottano per far cassa il principio giuridico del “Solve et Repete”. In parole povere paga se vuoi costruire e poi fai causa, tanto non si vince. Principio già dichiarato incostituzionale (sentenza del 23/03/1961).  

La scorsa puntata del 3 maggio ho promesso di pubblicare in questa sede la corrispondenza intrattenuta nel tempo con il Servizio Demanio Trazzerale ormai quasi storico dopo 11 anni di pubblicazioni e oltre. Infatti proprio adesso devo fare storia per arrivare al 21 luglio 2004.

Ecco  il primissimo documento epistolare del mio archivio

 del “Servizio Demanio Trazzerale” del 21 luglio 2004

Abbiamo letto che la mia parente… “Maria” è invitata al sopralluogo il 28 luglio 2004 per assistere alle operazioni di scorporo delle porzioni trazzerali della particella 289 di proprietà della signora… “Maria”, sotto minaccia di sanzione amministrativa di euro 5,15 (bravi!!!).  Invitato dalla mia parente, ho partecipato al sopralluogo. Per prima cosa abbiamo a richiesta mostrato il titolo di proprietà e le tasse pagate. Di contro, abbiamo chiesto i loro titoli di proprietà e il titolo che stabilisce la larghezza della trazzera Regia. Il funzionario A.A. ci ha invitato a visionare “titoli e larghezza” in ufficio. Io sospettoso, l’indomani mattina puntuale ho varcato la soglia di Via Garzilli di Palermo, sede del Demanio Trazzerale. Ho visto l’Archivio con il funzionario che ha fatto affannose ricerche, comunicandomi che non ha trovato un bel niente. Senza commenti lascio quell’Ufficio e consiglio alla mia parente di non firmare.  

Non ho più notizie fino al 10 aprile 2008. Quando questa mia parente è stata aggredita da un contenzioso con un limitrofe falso possessore della ex particella catastale 288 foglio 33 tenere di Alcamo, tanto che sempre la medesima mia parente mi investe a pieno titolo a seguire l’intero contenzioso che si è chiuso con condanna dell’attore possessore con sentenza del tribunale di Trapani del 29 novembre 2011 (R.G.315/2011-Cron. 1844/11).

Ecco una missiva dell’Avvocato difensore del falso possessore della particella 288 al Sindaco di Alcamo del 10 aprile 2008.

Dalla sopra indicata nota, anche se monca della successiva pagina, l’Avvocato chiede al Sindaco di non concedere alcuna “autorizzazione edilizia” per la sostituzione della recinzione per l’apertura di passi carrabili per accedere al proprio fondo tranite la stradella descritta al punto 1 (particella 288)  che comporta pregiudizio allo stesso Comune di Alcamo a causa della porzione di Regia Trazzera demaniale e disturbo per l’attraversamento della stradella privata pure demaniale già posseduta da oltre 50 anni dai  proponenti signori  possessori reclamanti.

Riporto il brano per maggiore chiarezza.

Ricevuta la mia parente la lettera del Comune che la richiesta di autorizzazione edilizia era sospesa fino a quando non veniva legittimata la parte demaniale della particella di terreno, consiglio di pagare subito (però dubbioso) e legittimare la frazione di terreno (che poi non era altro che l’intera particella di 530 mq.).

ECCO L’ATTO DI LIQUIDAZIONE

Da quest’ultimo  documento del “prezzo di cessione e dagli atti rogati” risulta che la trazzera in argomento è la Regia Trazzera Alcamo-Castellamare n°390; mentre dalla precedente missiva la trazzera è indicata R.T. 452 Trapani-Palermo. Il ricordo  del 2004 che il Servizio non possedeva nemmeno alcun documento sulla larghezza della trazzera in parola e l’attuale scambio della trazzera di Via San Leonardo con la Regia Trazzera Trapani-Palermo n°452 (lo stralcio riportato in basso per comodità di lettura), da questo  rompicato inizia la mia lunga storia della favola delle regie trazzere e le favolose Regie Trazzere. L’inganno è lapalissiano a primo colpo d’occhio istantaneo.

Ripropongo la raccomandata del 21 luglio 2004 dove leggiamo la Regis trazzera 452 Trapani-Palermo.

Con nota protocollo n. 91065 dal 11/10/2011 ho richiesto i seguenti documenti e titoli; 1) le Relazioni di Demanialità delle R.T. Alcamo-Castellammare n°390 e della R.T. Trapani-Palermo n° 452; 2) i titoli probatori delle due trazzere Alcamo-Castellammare e Trapani-Palermo; 3) il documento che comprova la larghezza della trazzera armentizia di canne 18 e palmi 2.

Ecco la prima risposta sollecita del 23 novembre del 2011

Per abbreviare adesso non commento la meschina lettera del Pubblico Servizio Demanio Trazzerale e contatto con la nota in parola nelle mie mani l’Archivio di Stato di Palermo, al Comune di Alcamo e Archivio Notarile di Trapani, questi uffici pubblici rispettivamente mi rispondono, per fare una ricerca occorrono: il fondo archivistico; un numero di protocollo, il nome del notaio e l’anno del rogito. Mi sono autodefinito “cretino” e sono tornato a scrivere al Servizio Demanio Trazzerale in data 09/03/2012, protocollo 8632.

Ecco la risposta

Allora abbiamo letto che i fondi, le serie ed i volumi per le ricerche archivistiche non sono segnati nelle relazioni dimostrative di demanialità, quindi sono impossibili.

L’assenza di titoli che comprovano la demanialità della trazzera è richiesta dalle leggi del 1917, istitutiva dell’Ufficio Trazzere di Sicilia e dalle successive leggi del 1923 e 1927. Già è dimostrato che il Servizio Demanio Trazzerale sicuramente con questa risposta è fuori legge e abusivo.

Ecco la Gazzetta Ufficiale del 1917

Qualcuno può obbiettare che i Decreti Assessoriali del 1954 hanno rispettato la legge in argomento e quelle successive. Bastardi! La violazione di legge è lapalissiana? Non solo, l’Assessorato all’Agricoltura pubblicizza,  questa gazzetta perché ancora non hanno capito, come dimostrato, che è dannosa. Infatti, i titoli probatori delle trazzere non esistono o sono introvabili. Addio 690 Decreti Assessoriali.

Ecco il Decreto Assessoriale di Castellammare, esemplare per i 690 decreti.

Abbiamo letto e sottolineato che l’Ufficio Trazzere fin dal Decreto luogotenenziale del 1917, ha titoli inoppugnabili. Non è verità, perché non li possiede! Per rubare come già dimostrato usa la carta del Catasto 1929.Per ricordo della puntata precedente:

Bella  la volta celeste delle trazzere di Alcamo e di buona parte della Sicilia Nord occidentale, numerata con i Decreti Assessoriali fotocopiata dall’affiancata carta catastale.

Sorvolo è vado avanti e arrivo al 6 agosto 2012 con altra richiesta per ottenere i titoli e documenti probatori delle trazzere in argomento.

Ecco la risposta

Risposta misera e meschina! Non hanno mezzi per estrarre copie dei titoli probatori e provvederanno a riorganizzare l’Ufficio. Doppia falsa risposta. Già hanno comunicato che le Relazioni di Demanilità non riportavano gli estremi per le ricerche archivistiche, quindi erano impossibili, dimostrando solamente e chiaramente di non avere alcun titolo probatorio delle Regie Trazzere; adesso non hanno i riproduttori di fotocopie e quindi non possono esibirli,  però possono legittimare, vale a dire vendere in assenza di titoli di proprietà, usando la carta del Catasto del 1928 senza alcun rispetto e a proprio uso e consumo.

Mi fermo qui, per riprendere l’argomento della nuova riorganizzazione dell’Ufficio ed i titoli probatori forniti ad un mio lettore riguardante la Regia Trazzera Bivio Rosignolo (Calatafimi)-Alcamo n°488 che pure attaversa il Fiume Freddo da Calatafimi ed Alcamo. Veramente Favoloso!Ecco

la meravigliosa pianta topografica.

La prossima puntata verrà pubblicata il sabato 13 giugno.

ANTONINO MESSANA

LE FAVOLOSE REGIE TRAZZERE NEL 2021 LA REGIONE SICILIANA HA BATTUTO CASSA PER 400 MILA EURO  (LA REPUBBLICA 3 MAGGIO 2022)

Sulla sola traccia del ex deputato Antonio Lombardo, già mio sponsor, come è possibile mantenere un “Servizio Trazzerale” che ruba denari  dal 1954 a innocenti proprietari che non hanno un titolo legale della larghezza della millenaria trazzera armentizia di quasi metri 38? L’abuso di potere è tangibile, indecente, vergognoso anche ad occhi chiusi. L’avvocato Lombardo in parola confermerebbe contemporaneamente l’eccesso di potere e la violazione di legge. In particolare i Regi Decreti del 1923 e 1927 che agli articoli 2 prescrivono che per procedere all’accertamento delle trazzere occorrono: documenti, carte, titoli e tracce sui terreni. Il Servizio Demanio Trazzerale possiede un bel niente; allarga le strade del Catasto del 1929 e del Catasto particellare del 1938 a metri poco meno di 38. Ripeto lo sconfinamento è astronomico, indecente e vergognoso!

di Antonino Messana

Nei “Titoli” delle puntate precedenti ho scritto che le Regie Trazzere rendono alla Regione Siciliana  ogni anno 50 milioni. Non è la verità ed è stata una “gaffa di memoria”, vale a dire falsi ricordi da confabulazione. Chiarisco e rettifico che la somma effettiva incassata nel 2022 è stata come ho già scritto nel titolo 400 mila euro nel 2021. Quindi sento il dovere rendere una giustificazione.

Brevemente il 28 gennaio 2023 dopo otto anni esatti stanco di scrivere, ho abbandonato l’intera storia delle Regie Trazzere su sito “Historia Alcami”.  L’intero mio studio abbraccia la preistoria, l’epoca Greca e Romana, le “Assise di Melfi” di Federico II, percorrendo i successivi secoli fino  dal 21 aprile 1785 (il primo dispaccio Vice Regio a firma Caracciolo dove si legge per la prima volta la parola “trazzere”), e chiudo la mia rubrica sul sito “Historia Alcami” al 1860. Dopo due anni  di inerzia ho scoperto per puro caso  il sottostante disegno.

ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

DISEGNO DI LEGGE

presentato dai deputati: La Vardera, C. De Luca,

Balsamo, Geraci, De Leo, G. Lombardo, Sciotto, Vasta   

                                                                        il 16 maggio 2023

                                         Disposizioni sulla larghezza delle Regie Trazzere

Quindi, incoraggiato per la notizia ritorno a scrivere su “Historia Alcami” il 14 febbraio 2025. Il 7 aprile 2025 con testardaggine  ripostato da Alqamah improvvisamente e senza contatti (presumo per interventi politici) il 7 aprile 2025 ho continuato a pubblicare, a mie spese, con questo  sito  scrivendo come titolo, per cattiva memoria LE FAVOLOSE REGIE TRAZZERE RENDONO ALLA REGIONE SICILIANA 50 MILIONI DI EURO L’ANNO.

Mi scuso e fornisco i dettagli della mia cattiva memoria.

Brevemente accenno agli incontri intrattenuti con ex deputato nazionale Antonio Lombardo sollecitato in prima persona da miei conoscenti interessati alle mie pubblicazioni e conoscenze. In quelle occasioni con numerosi incontri  durati almeno tre anni io sono stato onorato di ospitare questi miei seguaci anche nel mio studio almeno per tre anni e senza interruzioni. Così ho fornito loro carte documenti e consigli tanto che l’on. Lombardo di allora ha costituito il “Comitato” con oltre 100 iscritti in breve tempo.

Ecco la locandina che io stesso ho divulgato nelle vetrine dei negozi, dei bar frequentati, farmacie e luoghi pubblici.

Il caro On. Antonio ormai mio stretto ed affezionato amico non ha perso battute, istruito da quasi l’intero mio archivio ed entusiasta dei miei documenti seguendo i miei suggerimenti con immediatezza, visita il l’Ufficio Demanio Trazzerale per cogliere qualche informazione di prima fonte, investe i seguenti giornali: Il Gazzettino, il Giornale di Sicilia, il Sole 24 Ore ed infine la Repubblica. Investe su Biblioteche ed Archivi di Stato di mia conoscenza, dove ho tratta carte e documenti dal 2010.

Adesso rispolverando dopo oltre due anni i giornali ed altri  documenti esce fuori la mia gaffe.

Ecco i seguenti  Giornali

Ecco le intelligenze edotte che investono il giornale per non perdere la scommessa.

Infine, il  professore Silvio Mazzarese investito dagli Ordini Notarili di Termini Imerese e quello Centrale di Roma dopo l’articolo sopra riportato del giornale di Sicilia mi ha telefonato chiedendomi tutti i miei scritti ormai storici. Presto  ho consegnato buona parte delle mie precedenti pubblicazioni e i successivi articoli. Il 10 marzo 2022 pubblico sempre su Alqamah la sua Relazione. Su 103 pagine sono stato nominato i 60 pagine. L’intera “Relazione” è pubblicata autonomamente sotto indicata.

Silvio Mazzarese

IL REGIME GIURIDICO DELLE “REGIE TRAZZERE DI SICILIA”

E LA QUESTIONE DELLA SDEMANIALIZZAZIONE TACITA

. 2 In questa chiave di lettura, si vedano: S. FONTANA, L’irruzione della storia nel diritto. Il mito delle Regie Trazzere di Sicilia, in Rass. dir. civ., 1/2001, p. 63 ss. (che, salvo alcune veniali imprecisioni tecnico-giuridiche, ci offre un saggio per molti versi arguto ed a tratti davvero impeccabile) e A. MESSANA, ‘La favola’ delle Regie Trazzere di Si- cilia (che, in un’angolazione prevalentemente storica, ci offre uno studio ricchissimo di documentazioni archivistiche, catastali e persino peritali, che però, nella sua completezza, è di prossima pubblicazione e di cui tuttavia si conoscono ampie anticipazioni edite sul sito AlqamaH già a partire dal 2015).

 IL REGIME GIURIDICO DELLE REGIE TRAZZERE DI SILIO MAZZARESE

il regime giuridico delle “regie razzere di sicilia”

Alqamah

https://www.alqamah.it › uploads › 2022/03 › RE…

PDF 9 mar 2022 — 1. La parabola delle Regie Trazzere di Sicilia. 1.1. La questione trazzerale nel diritto medievale e premoderno. 1.2. La questione trazzerale …

101 pagine

L’intero mio lavoro non è stato inutile o lettera morta. Un potente potrà piegare l’arrogante prevaricazione politica. A mio giudizio la Regione Siciliana prima o in seguito dovrà smettere di rubare in questa maniera disonesta e vergognosa. Un poveraccio che deve riparare un ingresso o un prospetto o una finestra in una Via di città dichiara armentizia deve in primo luogo pagare la Regia Trazzera per un importo magari superiore ai lavori da eseguirsi. L’imposizione non è altro che una “TASSA o IMPOSTA” riservata alla legge statale e proibita alla legge regionale (riserva di legge). Articolo 23 Costituzione – Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge”.

La scorsa puntata del 17 aprile, ho promesso di dimostrare con carte e documenti che anche le strade costruite e disegnate nel Catasto Particellare del 1938 sono anch’esse Regie Trazzere armentizie di quasi metri 38 che mi soffermerò  a breve.

                                                                     Antonino Messana

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LE FAVOLOSE REGIE TRAZZERE RENDONO ALLA REGIONE SICILIANA 50 MILIONI DI EURO L’ANNO.

Con la puntata del 7 aprile scorso ho promesso di sbandierare le maniere di agire e di fare, in altre parole sul “modus operandi” del Servizio  Demanio Trazzerale che nel 2008 ha impartito ai Comuni della Sicilia “ordini perentori, categorici e inappellabili”. Così che i Comuni stessi con la loro complicità diventano impeccabilmente la ricca cassa di 50 milioni di euro per la Regione Siciliana. Nessuno può sfuggire al comando del Sindaco di pagare il terreno usurpato delle Regie Trazzere per ottenere una licenza edilizia.

Ecco L’esempio (valido anche per tutti i Comuni  della Sicilia interessati alle Regie Trazzere) della “Circolare firmata dal Servizio Demanio Trazzerale

L’intera lettera è un provvedimento autoritario e violento, prevarica i del 29 febbaio 2008 protocollo 144 per il Comune di Alcamo” .limiti di legge e di società civile regolata dalla nostra Costituzione. Un primo quesito importantissimo è il seguente:

Abbiamo letto che il Servizio Trazzerale ritiene opportuno richiamare l’attenzione di tutti i Comuni in indirizzo sui seguenti punti:

  1. I titoli legali riguardanti il trasferimento di terreni di interesse del Demanio Armentizio redatti da un Notaio e le relative variazioni nei pubblici registri come il Catasto (volture catastali) non sono validi. Sono invece validi gli atti di alienazione redatti dai funzionari delegati (essi sono veri e propri Notai previsti da leggi amministrative) di questo Ufficio. Quindi il Comune deve fare attenzione ed essere  “zelante”  nell’osservare le variazioni dei pubblici registri”.  Bravo Demanio Trazzerale! Per il diritto italiano il Catasto ha solo valore fiscale, vale a dire “fare pagare le tasse sugli immobili (case e terreni) ai proprietari”. Però non esistono leggi (o gli stessi Decreti Assessoriali) che le strade del Catasto sono anche  trazzere armentizie di metri 37,68.

Ecco un decreto esemplare di Castellammare del Golfo

Abbiamo letto: “Vista la Relazione…dell’Ufficio Tecnico Speciale per le Trazzere di Sicilia, dalla quale risulta, in base a numerosi ed inoppugnabili titoli probatori…” Ecco che la Relazione vuole “titoli probatori” e il Catasto non è titolo, ma è solo carta neanche da gabinetto.

Non solo, ma si legifera quando neanche si conoscono i dettati fondamentali della Costituzione italiana.

Articolo 113 Costituzione

“Contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa [cfr. artt. 24 c.1103 c.1,2125 c.2 ].

Tale tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti.

La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti della pubblica amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge stessa”.

 Vergogna! Quanto meno per l’ignoranza nel legiferare. Impostori! Truffaldini!

Continuando la lettura leggeremo due importanti corollari di un Servizio Trazzerale  comandante impositore senza titolo; illegale,  abusivo, illegittimo e clandestino. Solo io sto scoperchiando  coperchi ben  “chiusi, serrati, sbarrati, ostruiti, sigillati e recintati.”

Ecco i corollari che abbiamo letto e ripeto testualmente: 1)…”la causa di irregolarità è da ricercarsi nelle errate intestazioni del Catasto che non sono probatorie”….Però per rubare denaro a innocenti usurpatori il Catasto è prova inconfutabile, inoppugnabile e incontestabile. “Furfanti e Manigoldi”! ; Infine leggiamo: …”si ritiene opportuno che gli Uffici Tecnici dei Comuni in indirizzo aggiornino, in raccordo con lo scrivente ufficio almeno i Quadri di Unione dei fogli catastali, inserendovi le RR.TT (Regie Trazzere)…. “Ecco il Vangelo dei truffaldini per antonomasia di terre usurpate e avidi di denaro insaziabile”. Spiego subito il perché. Aggiornando i Quadri di Unione con i fogli catastali le nuove strade che non esistevano  nella carta del Catasto del 1929 sono anch’esse strade armentizie di metri 38. “Balordi”! Per non dilungarmi adesso né darò ampia dimostrazione nella prossima imminente puntata

Infine il brano è chiaro ed inequivocabile chi calpesta o vuole edificare o ristrutturare un terreno dichiarato Regia Trazzera deve pagare la falsa usurpazione alla Regione Siciliana. Tutti i Comuni interessati si sono prodigati e adeguati alla circolare del Servizio Demanio Trazzerale in parola.

ECCO UN ESEMPLARE – L’INTERO TERRITORIO DI ALCAMO È UNA TRAZZERA DI METRI 37,68

Con questa carta nel tempo nessuno può sfuggire. Ai  Sindaci è stato ordinato di segnare il passo e far pagare la trazzera prima di assolvere un obbligo inerente alle false Regie Trazzere create dai Decreti Assessoriali a partire dal 1954, senza adeguata pubblicità.

Ecco che il Servizio Demanio Trazzerale “ impartisce, comanda, prescrive  e ordina” al Comune di sorvegliare gli atti dei pubblici registri e non concedere sorta di autorizzazioni edilizie su terreni del demanio armentizio. Ecco il quesito: È lecito che un “Servizio” da ordini al Comune?

Ecco la risposta- Fonte: overview

No, un ente regionale o un suo pubblico servizio non può impartire ordini diretti al Sindaco o al Comune in termini di gerarchia amministrativa. Il Sindaco è un organo elettivo e il Comune ha “autonomia” costituzionale.

In chiusura la Regione non può  rubare soldi con Regi Decreti del 1923 e del 1927 incostituzionali e  con i falsi 690 Decreti Assessoriali, divergenti e forvianti e allargando le strade del Catasto del 1929 e perfino le più moderne strade già censite dallo stesso Catasto come strade Regie, Statali, Comunali e Provinciali senza una adeguata pubblicità. Adesso tanti onesti usurpatori ignari saranno edotti dall’invito dei Sindaci.

Come sopra promesso, con la prossima imminente puntata dimostrerò con carte e documenti alla mano che in territorio di Alcamo sono pure trazzere armentizie le strade moderne riportate dai fogli catastali del 1938.

                                                                  Antonino Messana

LE FAVOLOSE REGIE TRAZZERE RENDONO ALLA REGIONE SICILIANA 50 MILIONI DI EURO L’ANNO.

 di Antonino Messana

Ecco la fonte della rete stradale demaniale del Catasto Italiano 1929.

In Sicilia i Romani per motivi bellici (guerre puniche 210 a.C.) hanno costruito le strade sui tracciati dei “sentieri” percorsi dai Greci. Con la caduta dell’impero Romano nel tempo queste stesse strade sono andate perdute. Nell’intera Sicilia non esisteva rete stradale. Resta storico il ‘700 con il “Tour in Sicilia” dei visitatori  stranieri(Inglesi, Francesi, Tedeschi e Italiani). Con l’anno 1778 nasce la necessità impellente della costruzione delle strade rotabili iniziata dai Borboni con i Regi Decreti 1820-1824 fino al 1860 e poi portata avanti dal Regno d’Italia fino al 1929 con le carte del Catasto Italiano. Nel 1901 nacque la Direzione Generale del Catasto e dei Servizi Tecnici con la legge n. 321 del 7 luglio 1901. A partire dal 1954 le strade del Catasto si allargano a metri 37,68 creando 11.500 chilometri di trazzere armentizie cinque volte maggiore dei Tratturi in assenza di carte e titoli demaniali.  Le Vie della Transumanza dei “TRATTURI DI PUGLIA” tutt’oggi sono conosciuti e percorsi con festeggiamenti.

ECCO LA STRAGE DEGLI “INNOCENTI USURPATORI” DELLE STRADE DEL CATASTO 1929 COSTRUITE (DI POCHI METRI) DAI BORBONI E DAL REGNO D’ITALIA, ALLARGATE SULLE CARTE CATASTALI A STRADE ARMENTIZIE DI METRI 37,68. GROSSOLANAMENTE RISULTANO USURPATE AI DUE FIANCHI O LATI METRI 30.

Ecco una bella carta cittadina di Alcamo del Piano Regolatore.

La carta parla e mostra chiaramente il Catasto particellare attuale, (impianto 1938) così sono pure trazzere armentizie le nuove strade costruite dopo il 1938. Le Vie nominate, Vivaldi, San Leonardo e così altre di colore bianco, portano la larghezza catastale (generalmente metri 4) quelle allargate e colorate arancione, verdi e giallastre diventano strade armentizie di metri 37,68. Forse non è un bell’affare disonesto a colpo d’occhio e senza fare calcoli.

Dimostro subito che con i  Regi  Decreti del 1820-24 in basso riportati, le strade da costruirsi sono state distinte in quattro classi ad ogni classe è stabilita la larghezza e sono nominate strade Regie, Provinciali e Comunali.

Le strade più importanti, quali le strade Regie ( sono tutte quelle strade delle città capoluoghi di Provincia dirette a Palermo capitale) dovevano essere larghe 46 palmi napoletani che corrispondono a circa 12,17 metri.

In basso riporto in ordini di tempo documenti e carte di un secolo di storia: la Sicilia sul finire del 1700. Inizio con il classico e significativo “tour storico dei viaggiatori stranieri in Sicilia” a partire dal 1767. Osserveremo l’assenza di strade in tutta la Sicilia, peraltro quelle esistenti erano strade mulattieri pericolose. I turisti hanno viaggiato  con “Muli  Cavalli e lettighe” e hanno rischiato pure la vita.

Abbiamo letto: “L’intera contrada di Alcamo, Segesta e Trapani è un deserto. In nessun luogo trovansi tracce di terra battuta”…

Bene! Solamente molto tempo dopo del Catasto del 1929 Alcamo, poteva essere interamente circoscritta da 15 strade armentizie larghe quasi metri 38.

Vado Avanti con il Tour. È la volta del tedesco Von Goethe di Jaen Houel e del cavaliere Rezzonico . Riporto i brani da leggere senza  commenti.

Ecco le strade ben visibili del 1790, il Catasto era solo un sogno come le 11500 chilometri di trazzere armentizie di oggi.

Alcamo, giovedì 19 aprile

Viaggio in Sicilia di Carlo Gastone della Torre di Rezzonico 1793

Con questo illustre personaggio si chiude il fatidico “Settecento Siciliano”.  I   Il cavaliere Rezzonico ci ricorda quanto appresso: i bordonari per indirizzare muli e cavalli a camminare pronunciavano ad alta voce  “A ogni rivolta di strada i buoni letticari (conduttori di lettiga) usavano ripetere (gridando con voce assordante) un pio intercalare; e chi va per la via, evviva santa Rosalia, e con ciò credevano d’essere immuni da ogni pericolo di smucciar loro i piedi (la frase aveva lo scopo preciso di stimolare l’attenzione dei muli o cavalli su dove mettere i piedi evitando pietre e buche). Altra frase scritta in occasione di attraversare il paese di Sferracavallo, molto significativa per l’importanza della strada, è la seguente: …A Sferracavallo la strada per la somma scabrosità dell’acute pietre ben merita tal nome…”. Sottolineo che questa strada è Regia Trazzera armentizia (Regia trazzera n.207 del litorale si collega con Isola delle Femmine, Sferracavallo, Tommaso Natale e Mondello, estendendosi per 37,68 metri di larghezza demaniale. Gli armenti in transumanza brucavano e boccheggiavano le erbe tra acute pietre e sassi.). “Bastardi”!

Con il professore dell’Università la Sapienza di Roma Giovanni Uggeri, anticipo lo stato misero delle strade di Sicilia tanto che il trasporto del grano a redina essenzialmente con muli.

Uggeri Giovanni – La viabilità della Sicilia in età romana. Galatina: M. Congedo 2004.Custodito dalla Biblioteca centrale della Regione Siciliana. Collocazione 3.46.9.15.

 La redina (cioè la reticella di corda legata al viso del cavallo comandata dal cavaliere)  livellava progressivamente le esigenze di tutte gli itinerari, dalle grandi strade romane alle “trazzere” ed ai percorsi più modesti, ma pur sempre accessibili per redina e per muli. I letti secchi delle fiumare divennero strade maestre, come nel caso delle valli dell’Imera settentrionale e dei Platani. Della strada antica che conduceva a Taormina scomparve ogni traccia.  

Resta abbastanza chiaro che fino al 1824 era Borbonica non esistevano strade. Aggiungo che gli spostamenti di merci e passeggeri avvenivano per cabotaggio (per via mare).

 La redina (cioè la reticella di corda legata al viso del cavallo comandata dal cavaliere)  livellava progressivamente le esigenze di tutte gli itinerari, dalle grandi strade romane alle “trazzere” ed ai percorsi più modesti, ma pur sempre accessibili per redina e per muli. I letti secchi delle fiumare divennero strade maestre, come nel caso delle valli dell’Imera settentrionale e dei Platani. Della strada antica che conduceva a Taormina scomparve ogni traccia.  

Infine con le carte sottostanti riporto un breve riassunto storico sulle vicende delle strade siciliane dalla delibera del 1778 del Parlamento siciliano fino al 1929 con la rete trazzerale completa del Catasto Italiano.

Ecco la fonte della rete stradale demaniale del Catasto Italiano.

In chiusura mostro i seguenti documenti e carte; 1) Delibera del 1778 per la costruzione di ben otto strade che si collegato con le seguenti città: Agrigento, Sciacca, Mazara, Trapani, Messina, Caltagirone, Catania;

2)Il Marchese di Villabianca con la sua opera manoscritta del 1886 “NOTIZIA STORICA DELLE STRADE PUBBLICHE REGIE”, intanto ci mostra le vecchie e uniche strade costruite dai romani andate perdute e la necessità di costruire le  “facili strade e bei cammini”; 3) Con Giuseppe Perez osserviamo la rete stradale costruita dai Borboni fino 1860 (unità d’Italia); 4) La rete stradale del golfo di Castellammare e di Palermo copiata dal Catasto Italiano del 1929 con i numeri dei decreti assessoriali divenute Regie Trazzere; 5) La tavola delle trazzere della Sicilia elaborata dal Catasto Italiano e pubblicata nella rivista del Catasto del 1° gennaio 1941; quella attaccata al fianco rappresentano  rappresenta  complessivamente le 11.500 chilometri di Regie Trazzere del patrimonio armentizio della Regione Siciliana. Vergogna!; 6) Infine, Alcamo attorniata da approssimate 80 chilometri di trazzere armentizie larghe metri 37,68.

Prossimamente scriverò del recente “modus operandi” del Servizio Demanio Trazzerale. Un bravo “Servizio” che impartisce ordini a tutti i Comuni della Sicilia.   

                                                                  Antonino Messana

le favolose regie trazzere rendono alla Regione Siciliana 50 milioni di euro l’anno

LE FAVOLOSE REGIE TRAZZERE DI SICILIA

Rendono oggi 50 milioni di euro estorti a innocenti  proprietari usurpatori

CAPITOLO I-PARTE 6°

di ANTONINO MESSANA

Riepilogo brevemente la precedente puntata del 27 aprile scorso per chiudere definitivamente la  inimmaginabile fraudolenza dell’esistenza nello stesso luogo o contrada delle “due Regie Trazzere Armentizie”: Tonnara Magazzinazzi-Alcamo n.409  che parte e arriva alla “Madonna delle Grazie” e Alcamo-Castellammare n.390 che arriva e parte dallo Spirito Santo (in Catasto unica Regia Trazzera [vale a dire Alcamo-Castellammare] che arriva e parte da “Porta Trapani”, cioè Madonna delle Grazie).

Ecco la Mappa cittadina

Osserviamo che la Regia Trazzera di Castellammare arriva ad una periferia di Alcamo presso due Cimiteri: un antichissimo e uno moderno del 900. Imbroglioni e malfattori! Mentre la Magazzinazzi intanto cammina in territorio di Alcamo dal mare (Alcamo Marina) e arriva alla vetta del Monte Bonifato, con capilinea comune ai due tragitti Madonna delle Grazie. IMBROGLIONI! Prendono solo per i fondelli gente fiduciosa però sprovveduta ed onesta.

Ecco il quadro milionario

 Il Demanio Trazzerale guadagna ben due Regie Trazzere. E’  utile ricordare che gli abitanti di Gammara, come possiamo osservare nella piccola mappa a forma di triangolo isoscele, dovranno pagare  due Regie Trazzere: a destra segnata con tratto di penna di colore giallo la Alcamo-Magazzinazzi n. 409 e a sinistra la Alcamo-Castellammare n. 390. Complessivamente gli abitanti delle contrade Timpi Rossi, Gammara e San Leonardo dovranno pagare un percorso di una decina di chilometri, vale a dire 10.000×30=30.000 metri quadrati da far legittimare.

Ecco il Quadro del 1954 dell’Ufficio Tecnico Speciale per le Trazzere di Sicilia

Sono ben evidenti i tratti di penna di colore bianco che indicano a Sud-Ovest l’arrivo e la partenza della Trazzera n. 409 Madonna delle Grazie e l’arrivo e la partenza della Trazzera n. 390 con cammino Via Spirito. La carta mostra peraltro il grande salto in alto della Trazzera 452 che in Via San Leonardo si bacia con la Trazzera 390 e vola in contrada Setterino per attraversare il  fiume San Bartolomeo.

ECCO LA RAPPRESENTAZIONE DEL PIANO REGOLATORE DI ALCAMO

PER  IL COMUNE DI ALCAMO I MIRACOLI DEI DECRETI ASSESSORIALI LE SUE STRADE DEL CATASTO SONO SENZA ALCUNA ECCEZIONE ARMENTIZIE DI METRI 37,68. ECCO LE STRADE CATASTO DEL 1938 CONSACRATI NEL PIANO REGOLATORE CON LE INVENTATE REGIE TRAZZERE CHE FORMANO IL PATRIMONIO ARMENTIZIO REGIONALE. ATTI OSCENI DI LUOGHI PUBBLICI. SEGUONO LE ALTRE RAPPRESENTAZIONI CATASTALI  A MORIRE DEL PIANO REGOLATORE CON I FOGLI CATASTALI.

Si presenti un Santo o un Diavolo che sostenga che nei millenni avanti Cristo le trazzere del Catasto erano armentizie larghe canne 18 e palmi 2, corrispondenti a metri 37 e centimetri 68.

Non sono per natura un “azzecca garbugli” sono piuttosto schifato e stanco a scrivere queste miserie vergognose. Spero di chiudere a breve dopo annosi ricerche e studi (massimo altre due puntate per dare un contributo alla Commissione d’esame del disegno di legge). Però adesso, riporto con piacere la notizia “immorale e scandalosa” della missiva del 02/03/2021 protocollo n. 16740 dell’Ufficio Demanio Trazzerale per  la richiesta  di un mio amico Signor S.L. per evidenziare in poche parole le “menzogne ingannatrici, immorali e viziosi” dei titoli probatori della Regia Trazzera 488 Bivio di Rosignolo (Calatami)-Alcamo

CARTA Schmettau senza data                CARTA IGM MODERNA

Qualcuno valente e coscienzioso può sostenere che le carte sopra riportate con le strade segnate di colore giallo comprovano la Regia Trazzera di quasi metri 38? Vergogna! Quel Servizio “depravato” si fa sbandierare pure con i propri scritti. “INDECENZA LAPALISSIANA”! Per altro infine, la  Regia Trazzera 488 è stata pure costruita dal Comune di Alcamo, come mostra la carta Catastale –STRADA COMUNALE-sotto riportata 

Catasto foglio 52 di Alcamo aggiornato al 1957

L’ex Ufficio Trazzere non solo ha creato la Regie Trazzera n. 488 utilizzando, il Catasto del 1938, ma addirittura lo surroga, vale a dire subentra al suo posto; ha pure la possente forza di rimpiazzare l’originaria denominazione. Il re Ferdinando di Borbone con decreti del 1820 e 1824 ha classificato le Regie, Comunali e Provinciali le strade e ha stabilito pure la loro larghezza.

Ecco lo stralcio dei decreti in parola

           “Regione ladra e truffaldina”! Usano il Catasto e addirittura lo surrogano.  Se avrò voglia  mi dilungherò in seguito per affrontare l’aspetto giuridico riguardante la larghezza delle Regie Trazzere

Vado avanti e riporto in basso le carte del 1720 Schmettau e di Enrico Smith del 1826 che ripropongo per eventuali nuovi lettori. Da sottolineare che non esistono altre carte più antiche. Il Demanio Trazzerale. 

Carta Schmetteau 1720                                     Carta Enrico Smith 1826

Le due carte indicano due strade: a destra la strada Trapani-Palermo che attraversa ad Est la città di Alcamo entrando dalla Via Porta Palermo ed esce da Ovest Porta di Trapani o Madonna delle Grazie attraversando interamente il Corso principale. Invece le due mappe indicano ad Ovest estremo punto della città di Alcamo ove arriva chiaramente la strada di Alcamo-Castellammare, vale a dire Porta Trapani o Madonna delle Grazie. Non esistono altre Sante Verità più antiche  che possono giustificare i percorsi della Magazzinazzi 409 e della Castellammare 390 che arriva ai Cimiteri (periferia di Alcamo) Spirito Santo  

Passo, infine alle carte dell’ISTITUTO GEOGRAFICO MILITARE di Firenze che sono state riconosciute carte stradali.

CARTA IGM 1852

La carta mostra a chiare lettere che la strada di Castellammare arriva alle “SUORE”, cioè Madonna delle Grazie

Da evidenziare l’indicazione Regia Trazzera della strada di Castellammare che arriva alla Madonna delle Grazie. Per altro verso la conferma la conosciamo già con la carta del Catasto Borbonico 1875 che riporto in basso.

Mostro altra carta IGM che mostra a colpo d’occhio l’intero percorso della strada Castellammare-Alcamo che attraversa il fiume San Bartolomeo ed entra in territorio di Alcamo in contrada Stracciabisaccie, e arriva quasi dritta e lieta alla Madonna delle Grazie. In contrada Timpi Rossi fa bivio con la Via Vicinale San Leonardo e arriva al convento dei Cappuccini per collegarsi con la Via Milazzo ben lontana dalla Via Santo Spirito e dall’attuale Via San Leonardo non esistente. Con orientamento Est-Ovest si nota un tratto con la scritta Scarpa Liborio e Coppola.

La carta è del tutto simile alla precedente stralciata dal tratto Straccibisacce-Timpi Rossi. Tuttavia mostra bene la piccola strada che arriva al Convento dei Cappuccini e si allaccia alla Via Milazzo.

Intanto la Via San Leonardo non esiste sia nella carta Schmettau 1720 che nella carta Smith 1826, che nella precedente carta a colore dell’Istituto Geografico Militare del 1852. Invece si nota benissimo che la stradetta si collega sia al convento dei Cappuccini collegandosi con la Via Milazzo. Invece la carta del Catasto 1938 mostra all’apice della Via San Leonardo una piccola che cammina verso il Convento esistente ancora oggi denominata Via Donatello.


ECCO LE DUE CARTE

CATASTO 1938                  CARTA IGM 1852   

In chiusura la superiore mappa del Piano Regolatore di Alcamo mostra che la Via Milazzo è ben lontana dalla Via San Leonardo e la Via Donatello che incrocia la Via San Leonardo è una piccola che conduceva al convento dei Cappuccini e sono indicate con tratto di penna di colore verde.

Non è forse splendida la Regia Trazzera di Castellammare  dello Spirito Santo

Mortifico in chiusura la Regia Trazzera Alcamo-Castellammare n. 390 con la mappa del Piano Regolatore di Alcamo dimostrando definitivamente che la Via San Leonardo è una Via Moderna indicata solo dal Catasto del 1938 e d’allora la Via San Leonardo è ben lontana dal Convento dei Cappuccini e dalla Via Milazzo. Imbroglioni e manigoldi! Il Percorso è solo una truffa.

Adesso per dimostrare la spettacolare truffa nei confronti del nostro territorio Alcamese mi sono preso la briga di calcolare il debito complessivo degli usurpatori Alcamesi verso la Regione Siciliana però solo indicativo e molto approssimato.

Alcamo conta Km. 91 di Regie Trazzere armentizie larghe metri 37,68 allargando le strade di pochi metri del Catasto 1938. Gli ”innocenti usurpatori“avranno un debito da pagare alla Regione Siciliana di euro 32.760.000 con precetto del Sindaco. “Pagare la Regia Trazzera” per riparare un ingresso.

 Ecco la lunghezza delle Regie Trazzere del Quadro Unico del1954 dell’ex UFFICIO TRAZZERE di Sicilia

 Il calcolo  cautamente prende in esame la larghezza  della trazzera usurpata ai due lati metri 30 (15+15) e il prezzo medio di due euro per metro quadrato (il prezzo più basso è quello agricolo da me considerato; quello più alto il terreno già costruito.

Km. 91×1.000=91.000 (metri lineari); 91.000×30=2.730.000 (totale metri quadrati dell’intero territorio ); 2.730.000×2 euro=5.460.000 (valore di legittimazione al quale si aggiungono i 5 anni di mancata prescrizione (art.2948 c.c. punto 4). 5.460.000×5=27.300.000+5.460.000=32.760.000.

ANTONINO MESSANA

LE FAVOLOSE REGIE TRAZZERE DI SICILIA rendono oggi 50 milioni di euro estorti a innocenti proprietari usurpatori.

CAPITOLO I-parte 4°

                                                                   di Antonino Messana

La scorsa puntata (capitolo I-parte 3°) argomentando delle due Regie Trazzere Alcamo-Castellammare n. 390 e Tonnara Magazzinazzi-Alcamo n.409 in chiusura dell’articolo con la carta Google Earth abbiamo visto che in contrada Gammara  le due false Regie Trazzere Armentizie a centro delle quali sono sorte case e abitazioni ogni singolo proprietario ad Est deve pagare per la Regia Trazzera di Castellammare 390 e ad Ovest Tonnara-Magazzinazzi-Alcamo 409.

Ecco il quadro milionario

La scorsa puntata (capitolo I-parte 3°) argomentando delle due Regie Trazzere Alcamo-Castellammare n. 390 e Tonnara Magazzinazzi-Alcamo n.409 in chiusura dell’articolo con la carta Google Earth abbiamo visto che in contrada Gammara  le due false Regie Trazzere Armentizie a centro delle quali sono sorte case e abitazioni ogni singolo proprietario ad Est deve pagare per la Regia Trazzera di Castellammare 390 e ad Ovest Tonnara-Magazzinazzi-Alcamo 409.

Concludendo ho evidenziato la “Vergogna”! Solo i ciarlatani possono alterare realtà inconfutabili giocando a nascondino, con astuzia e scaltrezza in danno di onesti cittadini.

Adesso riprendendo l’argomento delle  due false trazzere armentizie create in contrada Gammara  con la deviazione della Regia trazzera di Castellammare 390 alla Via Spirito Santo e inserendo come luogo di inizio e arrivo alla Madonna delle Grazie la trazzera 409 Tonnara Magazzinazzi-Alcamo, il Demanio Trazzerale guadagna ben due Trazzere con un percorso di Vie pubbliche cittadine di circa quattro chilometri. Vado avanti con la cartografia antica. Intanto per tagliare la testa al toro propongo la sottostante

CARTA SAMUEL SCHMETTAU 1720 (occupazione austriaca della Sicilia)

La carta del 1720 mostra a colpo d’occhio la strada di Castellammare che arriva alla punta estrema Ovest della città di Alcamo, vale a indicare Porta Trapani o Madonna delle Grazie. Notiamo la contrada Magazzinazzi e il bosco d’Alcamo e non si scorge alcuna importante strada. Sul lato Est cammina  la Regia Trazzera Trapani Palermo n.452 nel tratto Montelepre, Partinico, Valguarnera, Alcamo che entra in città all’estremo punto Est.  Osserveremo tra poco che secondo il Demanio Trazzerale la strada in parola proveniente da Palermo non arriva in città, ma attraversa  la periferia  lato Nord e si incontrerà con la Regia Trazzera di Castellammare. Due nobili Regie Trazzere Armentizie di metri 38 che pure si tamponano. Bell’affare! Però non esiste alcun cenno sui pascoli e sul numero delle pecore e armenti che necessitano di 38 metri di larghezza della trazzera.

Per abbondare con le dimostrazioni cartografiche adesso propongo la carta del 1826 del Cavaliere Smith (la Sicilia protetta dagli inglesi).

BIBLIOTECA DELLA SOCIETA’ GEOGRAFICA DI ROMA

Per il nostro interesse la carta è del tutto simile alla precedente carta del 1720 Samuel von Schmettau. Di particolare notiamo che la strada di Castellammare si attacca in contrada Gammara alla strada di Trapani, ben evidenziata,  e prosegue per la Madonna delle Grazie.

Infine le due strade di Castellammare e di Trapani sono specificatamente segnate dalla mappa del 1770 di Cesare Orlandi.

Le due porte: Porta Palermo segnata con la lettera “F” corrisponde all’attuale Via Commentatore Navarra che cammina dall’attuale Via Mazzini, Piazza Ciullo e prosegue per il Corso Principale (Corso 6 Aprile) fino a raggiungere il  punto “M” porta di Trapani.

Le carte e mappe in argomento sono le più antiche non esistono altri documenti su Alcamo che possono provare strade in particolare le millenarie “TRAZZERE ARMENTIZIE”. L’ultima mappa antica che può confermare la trazzera di Castellammare è il Catasto Borbonico del 1875 che già conosciamo.

Catasto Borbonico 1875 Archivio di Stato Trapani

Leggiamo a chiare lettere “STRADA DI CASTELLAMMARE” affiancata dalla Chiesetta MADONNA DELLE GRAZIE.

Rimangono da esaminare le mappe dell’Istituto Geografico Italiano che le più antiche risalgono al 1852. Per altro verso mi risulta personalmente che il Demanio Trazzerale nel certificare la Regia Trazzera Armentizia chiede al proprietario (che umilmente fa domanda di legittimazione della porzione di terreno usurpato) il pagamento di somme  eccessive e sproporzionate.  

Ecco il bel noto protocollo del 18 gennaio 2021 n. 3778

Vergona! Un proprietario per verificare un acquisto legittimo  deve sborsare euro 75 per poi  avere un bel niente. Niente mappe di trazzere larghe 38 metri, neanche documenti di proprietà. Questi onesti  governanti osservano  le leggi e la Costituzione?  

ARTICOLO 42 DELLA COSTITUZIONE

42. La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.

Oppure loro stessi legiferano? Certamente! Vendono le strade e non dimostrano la propria appartenenza. I poveracci proprietari come possono fare le ricerche allorquando il Demanio Trazzerale non  comunicano il fondo archivistico, il notaio, l’anno e il repertorio; magari un provvedimento legislativo che stabilisce la larghezza della trazzera, ecc., ecc. . Bastardi! Prendono per i fondelli i bravi ed onesti proprietari che vogliono pagare. Vai a cercarti i documenti presso Archivi di Stato e Comunali, Notai ecc. Ecco lo sbaraglio.! Che ne pensano i Notai? Forse sto esagerando?

Ecco altra corretta risposta dell’UNITA’ OPERATIVA DEMANIO TRAZZERALE

Non commento la nota protocollo n.14347 del 2012 di ben tredici anni addietro; non hanno un fico secco di carte e documenti normativi, cercano solo denaro d’autorità.

In chiusura delle Regie Trazzere di Castellammare e Magazzinazzi mostro le carte del Piano Regolatore di Alcamo. Il Piano è coerente e obbediente ai comandi impartiti e protocollati da un semplice e inutile e dannoso “UFFICIO DENOMINATO UNITA’ OPERATIVA DEMANIO TRAZZERALE che sicuramente secondo le norme vigenti non ha alcuna rappresentanza esterna nei riguardi dei Comuni ed Enti pubblici. I governanti non intervengono ma fanno cassa.

Cambiando pensieri e maniere, la sottostante carta catastale del Piano Regolatore mostra  le Vie del rettangolo Est-Ovest. Ad Est dalla Via Spirito Santo dove arriva e parte la Trazzera n.390 di Castellammare quando per le carte del Catasto Borbonico del 1875 è estrema periferia di Alcamo ove cammina secondo il Catasto la Trazzera Regia di Palmeri che arriva ad Alcamo Marina in contrada Canalotto. Invece la carta medesima del 1875 con la chiesetta della Madonna delle Grazie (denominata così per dare il benvenuto ai cittadini e forestieri) sappiamo gà che indica la “la strada di Castellammare.

Mostro da ultimo la pianta del Piano Regolatore colorato con le Regie Trazzere. Intanto osserviamo che i numeri 390 e 452 si incontrano  e si baciano come già preannunciato. Per altro verso la via San Leonardo che cammina a Sud dall’incrocio con la n.452, attraversa la Piazza Falcone e Borsellino, la Via Ugo Foscolo, la Piazza Cappuccini e si ferma a Via Santo Spirito. Vedremo, con la prossima puntata e con le carte dell’Istituto Geografico Militare del 1852 non esiste soprattutto  la Piazza e la Via Spirito Santo.

Per finire, mostro la sottostante bella mappa colorata che ho fotografato con tanto di permesso autorizzato avendo richiesto e ottenuto l’accesso ai documenti

Con tratto di penna di colore celeste ho indicato la Regia Trazzera Trapani-Palermo 452 che si incontra con la Trazzera 390 di Castellammare colorata rossa e poi salta in contrada Setterino per camminare in due distinte strade: a destra con il mulino Marcione e a sinistra con la contrada Fegotto. Con un solo Decreto ingoiano senza affogarsi   ben due strade.

 ECCO IL DECRETO

Possiamo leggere il seguente percorso: dal bivio Gaggera(Castellammare) Terme Segestane, bivio Setterino (Alcamo)… Quindi è corretto che al bivio Setterino prende due strade a sinistra strada della Contrada Fegotto che attraversa il fiume Feddo ed entra in territorio di Calatafimi; a destra  per il Mulino Marcione attraversa il Fiume San Bartolomeo ed entra in territorio di Castellammare.

ECCO IL BEL QUADRO DEL DEMANIO TRAZZERALE

Ringrazio i cari lettori per la cortese attenzione e a breve chiuderò l’argomento in parola con le carte dell’Istituto Geografico Militare di Firenze.

ANTONINO MESSANA

LE FAVOLOSE REGIE TRAZZERE DI SICILIA rendono oggi 50 milioni di euro alla REGIONE SICILIANA estorti a innoccenti proprietari usurpatori-Capitolo I-3°

FAVOLOSE REGIE TRAZZERE DI SICILIA

La scorsa puntata, titolo esemplificativo valido come guida da seguire per verificare la validità dei 690 Decreti Assessoriali, ho preso in esame la Regia Trazzera n.390 Alcamo-Castellammare del Golfo dimostrando a chiare lettere che il Decreto Assessoriale che ripropongo in basso è giustificato e fondato in virtù dei Regi Decreti del 1923 e 1927 che regolano la materia dei Tratturi di Puglia e delle Trazzere di Sicilia. Adesso andremo a leggere la RELAZIONE DI DEMANIALITA’ che deve contenere titoli probatori di appartenenza della trazzera al demanio Regionale stabiliti dai Decreti del 1923 e 1927 nominati nel Decreto Assessoriale.

                                                                                                                      di Antonino Messana

Abbiamo letto nel Decreto Assessoriale “…È dichiarata la demanialità della trazzera Alcamo-Castellammare del Golfo nel tratto ricadente nel territorio dei comuni di Alcamo-Castellammare che attraversa la località indicate nella RELAZIONE in data 31/12/1952 dell’Ufficio Tecnico Speciale per le Trazzere di Sicilia, ed è autorizzato l’Ufficio stesso ad accertare la consistenza della trazzera medesima

Peraltro già sappiamo, che i Regi Decreti del 1923 e 1927 richiamati dal Decreto Assessoriale,  stabiliscono che per procedere ad accertare la consistenza delle Regie Trazzere occorrono titoli probatori, carte, elenchi e tracce ecc., ecc., che giustificano, e convalidano il Decreto dell’Assessore a firma Germanà; tanto che come detta il citato Decreto Regionale li dovremmo ricercare e trovare nelle Relazioni di Demanialità del 31.12.1952 (peraltro dichiarati dal Decreto Assessoriale vergognosamente inoppugnabili). Vedremo tra poco che non troveremo neanche una virgola di tutto ciò che abbiamo letto. In particolare con la carta catastale del 1938 noteremo strade inventate del tutto inesistenti. Qualcuno è in grado di sostenere che il Catasto a dimenticato di disegnare in carta una strada? Così che la Regia Trazzera di Castellammare cambia percorso attraversando un tratto di strada fantasma nel foglio 33 del Catasto di Alcamo nel 1938. Nonostante ciò in anteprima entrando nel merito della Regia Trazzera AlcamoCastellammare n. 390 mi preme mostrare il sottostante documento del 17 agosto 1787 del Comune di Castellammare a buon profitto dell’Assemblea Regionale Siciliana che deve votare il disegno di legge, dei Sindaci di Alcamo e Castellammare che hanno allargato tutte le Vie pubbliche a quasi 38 metri però, non come Regie Trazzere ma, paradossalmente e illogicamente come “Regie Trazzere Armentizie” inserendole addirittura nel Piano Regolatore.

ECCO IL DOCUMENTO DEL 1787

Il documento ha origine dalla prioritaria ricerca affannosa delle Trazzere nei Comuni di Sicilia dal marchese Francesco Buglio procuratore del Re e responsabile delle Trazzere e Vie pubbliche. Il lavoro del Maestro dura ben 19 anni (1787-1806)  con scarsi risultati, però il lavoro di ricerca delle trazzere e vie pubbliche  si conclude concretamente con il librone sottostante della “STATISTICA” DEL 1852.

Il librone elenca le usurpazioni di tutti i territori di sei province Siciliane. Manca all’appello la Provincia di Agrigento. Abbiamo letto nell’Indice sopra riportato che complessivamente nelle sei Province sono state usurpate alle trazzere oltre 632 salme di terreno e il re Ferdinando con le somme riscosse poté costruire le strade come stabilito dai Decreti del 1820 e 1824. L’argomento sarà dettagliatamente approfondito nelle prossime puntate.

Con questo Vangelo  di Castellammare argomentare sui Decreti Assessoriali è semplicemente “brutale, violento e spietato”. Ecco un breve approccio con il Vangelo del Quadro Unico.

Osserviamo che la trazzera 452 arriva a Via San Leonardo si bacia con la 390 salta in contrada Setterino fa bivio:1) a destra gira per il mulino Marcione attraversa il fiume San Bartolomeo per entrare in territorio di Castellammare; a sinistra gira per la contrada Fegotto attraversa il Fiume Freddo ed entra in territorio di Calatafimi. La 659 dal Fiume Freddo contrada Chiavello gira a destra (strada concava e pietrosa) e si innesta con la Via Kennedy (strada Comunale secondo il Catasto) e arriva allo spiazzo Balatelle. Infine (solo per abbreviare), la 486 il suo cammino in città è trapezoidale e inizia dallo Spiazzo Balatelle, la Via Monte Bonifato, Via Galati, Via SS. Salvatore, Via Ludovico Corrao e sale per il Monte Bonifato fino ad arrivare alla Chiesa Madonna dell’Alto. Mancano i luoghi degli ovili e il numero degli armenti in transumanza, i luoghi della transumanza e almeno le vie diritte ed erbosi per mangiare gli animali in transumanza. Che dire di questo Vangelo? Non è brutale e non violenta la città di Alcamo?

Adesso  voltiamo pagina e riprendiamo il commento del Decreto Assessoriale per dire subito che questo è il primo tempo di un auspicabile buon inizio ma, di perdute speranze nel  procedere ad analizzare e commentare “i vergognosi, infamanti, ingiusti e offensivi (alla fede pubblica) dei  titoli probatori (richiesti dai Regi Decreti del 1923 e 1927).

Ecco la RELAZIONE DI DEMABIALITA’ che invito il lettore a leggerla.

Per comodità di lettura riporterò in originale i brani da illustrare e commentare. Inizio

con il primo brano sotto

stante.

DESCRIZIONE

 Ecco il buon inizio, ripeto: “la trazzera ha inizio in Alcamo nello spiazzo antistante alla Chiesa della Madonna delle Grazie e termina in Castellammare”.

CATASTO BORBONICO 1875-ARCHIVIO DI STATO TRAPANI

La carta indica chiaramente “strada di Castellammare del Golfo” adiacente alla chiesetta della Madonna delle Grazie; punto di inizio e arrivo della Regia Trazzera n. 390 Alcamo-Castellammare.  Qui non ci piove! Posseggo numerose altre carte dal 1720 ad oggi che la Chiesetta della Madonna delle Grazie è l’inizio e l’arrivo della strada di Castellammare che attraversa la vicina contrada Gammara. Anche la carta Catastale del 1938 ci dà piena conferma. Ecco una prima visione.

FOGLIO 33 DEL CATASTO 1938

Continuando l’argomento della trazzera in parola la carta del Catasto mostra che la trazzera di Castellammare, denominata pure Regia, continua in linea retta attraversando la contrada Gammara fino ad arrivare alla Madonna delle Grazie. Per altro verso la carta mostra anche la Via Vicinale Palma che continua con una semicurva a forma di “S” fino ad incontrare la Via Vicinale San Leonardo. Tra le due strade non esiste alcuna via di collegamento tra le due Vie di Palma e Gammara. Il lettore è pregato di osservare bene la carta del Catasto. Ripropongo altra carta del 1938 per comodità di lettura.

Risulta chiaro che la Via Gammara non si unisce con la strada Palma. Adesso osserveremo che la Regia Trazzera di Castellammare non arriverà e non partirà più dalla Madonna delle Grazie; ma a poca distanza dal bivio Palma la trazzera di Gammara gira a sinistra per una inventata strada di collegamento con la Via Vicinale San Leonardo; così la vecchia strada di Castellammare percorrendo la strada di San Leonardo parte e arriva allo Spirito Santo.

Ecco lo stralcio del Quadro Unico redatto dall’ex Ufficio Trazzere.

La carta porta il numero 390 (vale a dire: numero di protocollo del De

creto) che come già conosciamo corrisponde alla Regia Trazzera Alcamo-Castellammare del Golfo. Osservando la carta sul lato destro indica la trazzera numero 390 e compare in ultimo nella strada concava (Via San Leonardo, oggi Via Vivaldi) e termina  allo Spirito Santo, segnato in alto con cerchio di colore azzurro. Invece il numero 409 rappresenta la Regia Trazzera Tonnara Magazzinazzi-Alcamo che cammina da Alcamo Marina alla Madonna delle Grazie e percorrendo la Via Gammara (che diviene strada in comunione con la Castellammare n. 390. Mentecatti! O pazzie!), MUTATIS MUTANDIS, arriva alla Madonna delle Grazie.

Sarei io stesso mentecatto o un pazzo se non riporto la RELAZIONE DI DEMANIALITA’ della Regia Trazzera n. 409 TONNARA MAGAZZINAZZI*ALCAMO per trovare le concrete prove di quanto ho scritto sopra (Iudex iuxta alligata et probata-fatti allegati e dimostrati; cfr. art. 115 c.p.c.]).

Sono addolorato e schifato a leggere e scrivere balordaggini, ma sono impegnato a far trionfare la GIUSTIZIA. Riporto alla lettera ciò che abbiamo letto nella sopra riportata “Relazione”: la trazzera ha inizio da Bivio Tonnara Magazzinazzi (gli ex Magazzini chiamati MAGAZZINAZZI ammassavano le granaglie per l’esportazione; al fianco c’era la Tonnara Fodera’) in territorio di Alcamo (la contrada è Alcamo Marina)… ha termine allo spiazzo Madonna delle Grazie…costituendo il naturale prolungamento verso nord della R. T. Madonna delle Grazie-SS Salvatore, Madonna dell’Alto…con percorso accertato di Km.7….

In conclusione, con la deviazione della Regia trazzera di Castellammare 390 alla Via Spirito Santo e per la trazzera 409 Tonnara Magazzinazzi-Alcamo stabilito il luogo di arrivo e partenza alla Madonna delle Grazie, il Demanio Trazzerale guadagna ben due Trazzere. Bellissimo affare! In realtà le due trazzere fanno capolinea alla Madonna delle Grazie.

Mi fermo qui per accorciare la lettura e non stancare ulteriormente il lettore; aggiungo solamente alcune  mappe per mostrare, ad occhi aperti, l’assurda deviazione della Regia Trazzera Alcamo Castellammare.

CARTA DELLA CITTA’ DI ALCAMO ANTICA DI ALMENO 50 ANNI

La carta mostra a sinistra, con tratto di penna di colore rosso, la Via Gammara che arriva alla Madonna delle Grazie (Monastero delle Suore); a destra il cammino in città della Regia Trazzera n. 390 Alcamo Castellammare che taglia l’antica Piazza Ungheria (oggi Piazza Falcone e Borsellino) attraversa la Via Ugo Foscolo e arriva alla Via Santo Spirito. La parte tratteggiata  segnata con la “X” mostra che la zona adiacente alla Via Gammara è parzialmente urbanizzata e non esiste alcuna strada di collegamento diretto tra la Via Gammara e la Via Spirito Santo. Osserviamo adesso la sottostante carta.

Carta odierna GOOGLE EARTH

La carta evidenzia la Via Gammara colorata in giallo che cammina per la Madonna delle Grazie. Invece tratto di penna di colore rosso indica un bivio erboso affiancato da case e abitazioni che si allaccia ad una strada che sicuramente non indica  la Regia Trazzera 390 Alcamo-Castellammare.

 Osserveremo con la prossima puntata che le due false Regie Trazzere Armentizie a centro delle quali sono sorte case e abitazioni ogni singolo proprietario ad Est deve pagare per la Regia Trazzera di Castellammare 390 e ad Ovest per la 409 Alcamo-Castellammare

Ecco il quadro milionario

Vergogna! Solo i ciarlatani possono alterare realtà inconfutabili giocando a nascondino, con astuzia e scaltrezza in danno di onesti cittadini. . È giusto che i lettori conoscono  tariffe da pagarsi: le tariffe sono scaglionate per terreni agricoli (le più basse); terreni edificabili (che già sono sostanziose); e infine terreni edificati (abbastanza alte). Scaglionare tariffe a danno di usurpatori anonimi di terre è sicuramente truffa aggravata. Non sono aggiornato perché i valori sono indicizzati. In seguito darò conto delle tariffe già applicati in occasione di alcuni atti di legittimazione già stipulati.

 ANTONINO MESSANA

Carta Istituto Geografico Militare1852   Catasto Borbonico 1875 Archivio di Stato TP                                

In realtà tutt’oggi le due trazzere fanno capolinea alla Madonna delle Grazie. Per buon proposito riporto in basso alcune carte topografiche che chiariscono a colpo d’occhio i citati fraudolenti percorsi. In primo luogo mostro i percorsi cittadini con una carta già vecchia, forse più chiarificante.

Osserveremo più avanti che la truffa e aggravata dalla vicinanza delle due Regie Trazzere a centro delle quali sono sorte case e abitazioni; così che, un singolo proprietario,ad Est deve pagare per la Regia Trazzera di Castellammare 390 e ad Ovest per la 409 Alcamo Castellammare.